CASA MUSEO TONIOLO - Impegno e futuro Sorveglianza

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SORVEGLIANZA CASA MUSEO TONIOLO



La casa del beato Giuseppe Toniolo si trova al secondo piano di un palazzo ottocentesco e in essa il professore di Treviso andò ad abitare al suo arrivo a Pisa nel 1879 e vi risedette fino alla morte nel 1918.
Giuseppe Toniolo vi si trasferì con la moglie Maria Schiratti, sposata l’anno
precedente a Pieve di Soligo (TV), loro luogo natale.Lo spostamento dal Veneto insegnamento di Economia Politica ateneo pisano e dopo gli inizi da accademico all’università di Padova. Fu tuttavia proprio a Pisa che Toniolo visse il “tempo della maturità umana, professionale e cristiana, un tempo di grande impegno civile ed ecclesiale”.Nella casa di Pisa nacquero i sette figli di Giuseppe e Maria, nelle stesse stanze dove il professore era ateneo, sulla formazione dei quali lasciò un segno indelebile. Proprio il primo presidente della Fondazione Toniolo ricordò nel discorso per l’inaugurazione della casa, divenuta nel 1961 sede della Fondazione Toniolo, che la frequentazione della casa del professore era stata vissuta da tutti i giovani che vi si recavano come un momento di cordiale amicizia e di arricchimento culturale e valoriale senza pari.
Le stanze che un tempo erano abitazione della famiglia Toniolo hanno ospitato anche illustri ospiti, primi tra tutti due pontefici. Papa Paolo VI visitò la casa il 10 giugno 1965, in occasione della sua permanenza a Pisa per i lavori del Congresso Eucaristico. Papa Giovanni Paolo II invece visitò i luoghi del
beato Toniolo nel 1989. I due pontefici con la loro presenza nella casa di Toniolo “hanno voluto rendere onore alle virtù umane e cristiane di questo
laico cristiano, ma anche all’uomo di pensiero e di azione che ha aperto grandiprospettive al dialogo fra la Chiesa e il mondo”. L’edificio prima
proprietà della Famiglia Toniolo venne acquistato dalla curia pisana all’inizio degli anni Sessanta per 50 milioni di lire, quale primo atto per dare concretezza e impulso alla nascita dell’Opera o Fondazione  Toniolo. Da quel momento in poi la storia della casa si intreccia e corre in parallelo a quella della Fondazione, vivendone anche i difficili esordi, soprattutto dal punto di vista finanziario.
La Fondazione, infatti, nata il 29 novembre 1961 e riconosciuta civilmente il 6 maggio 1962, aveva contratto un debito non indifferente per l’acquisto del
palazzo, tanto che nella seconda metà degli anni Sessanta i presidenti che si succedettero alla guida dell’ente scrissero più volte, insieme all’arcivescovo,
alla Segreteria di Stato del Vaticano per ottenere dei finanziamenti o anche solo delle elargizioni una tantum. Fu anche per merito del diretto
intervento di Papa Montini, il cui padre era peraltro legato da un rapporto di personale amicizia a Giuseppe Toniolo, che il debito venne sanato.
Riusciti a superare le difficoltà iniziali, che parvero a tratti addirittura mettere a repentaglio l’esistenza stessa dell’appena costituita Opera Toniolo,
la casa venne inaugurata il 12 giugno 1965, due giorni dopo la visita di Paolo VI.
Nel discorso inaugurale che l’allora presidente della Fondazione, prof. Enrico Pistolesi, pronunciò alla presenza delle autorità vennero esplicitate le
ragioni per cui la casa era stata acquistata dalla diocesi e le finalità con cui l’Opera Toniolo nasceva. Quest’ultima “si propone di fare di questa
casa un tempio e una scuola. Tempio di ricordi di Toniolo. Scuola di cultura cattolica, di formazione di preparazione all’azione per coloro che si dedicano
a diffondere i precetti del Vangelo e gli insegnamenti dei Pontefici, specie nel mondo del lavoro. Per questo le ACLI hanno prese per prime possesso di
questa casa e intendono farne il loro centro spirituale”.Da allora Casa Toniolo è sempre stata attivo centro di cultura per i cattolici impegnati
nell’azione sociale a Pisa.
La Fondazione Toniolo ha nel palazzo i suoi uffici amministrativi e qui ogni anno viene organizzata la “Tre giorni Toniolo”, convegno scientifico
sui temi della Dottrina Sociale della Chiesa, diventata con il passare del tempo un appuntamento fisso per il mondo culturale cattolico dedito allo studio delle scienze sociali e all’impegno attivo nella società civile.
Le ACLI hanno “abitato” casa Toniolo fino alla metà del luglio 2007, l’associazione delle maestre cattoliche lo fa tuttora, insieme ad un
consultorio familiare e alla radio cattolica diocesana.
L’edificio ospita pure gli uffici della Cooperativa “Impegno e futuro”, nata alla fine del 2006 per dare concretezza all’impegno della
Pastorale Sociale e del Lavoro della diocesi nel versante dell’inserimento lavorativo di giovani che non dimentichino i valori e gli insegnamenti della
dottrina sociale cattolica.
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